QUALCHE BLUESMAN CHE HA SUONATO DA NOI

18 dicembre 2009

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LA CAROVANA DEL BLUES

5 dicembre 2009

 

SOLO LA STRADA PUO’ DARE LA SPERANZA AGLI UOMINI, COME IL SONNO LA CONCEDE AI SOGNI”

 

 LA CAROVANA DEL BLUES

                                           sulla VIA EMILIA-SS 9 – Estate 2010

 

 

Un pulman con 3  band di musicisti , dietro, un pulman con all’interno la mostra fotografica sulla Via Emilia, “ CROSSROADS”, di Nino Migliori, (se la Regione, titolare della Mostra, fosse interessata), o quella di Paolo Simonazzi “ Tra la Via Emilia ed il West”, poi un camion attrezzato con l’impianto voci e luci Lombardi già fisso, poi il camion-catering con la piadina romagnola e un  piatto cajun, tipico di New Orleans, infine il furgoncino col merchandising ( t-shirt,cappellini, adesivi, tutti col logo della SS 9, Via Emilia e del Naima).

Si arriva nella piazza centrale di ogni Comune capoluogo di provincia, che gravita sulla via Emilia, da Rimini a Piacenza, e…si suona il blues.

Ma all’inizio di ogni serata un cantastorie, i primi musicisti di strada, come gli “hobo” americani, da una piccola pedana, potrebbe dare il via alla manifestazione. In omaggio anche all’AICA ( Associazione Italiana Cantastorie) con sede a Forlì, in Emilia Romagna.

Insomma una CAROVANA, tra la via Emilia ed il West, sulla mitica via Emilia, nella patria del lissio, con la musica del West. Un evento unico e suggestivo per celebrare la Via Emilia (costruita nel  187 a.c., voluta dal Console Marco Emilio Lepido) e diffondere in maniera singolare la musica che è alle radici di tutte le altre musiche.

Un evento pubblicizzato da un depliant in 100.000 copie, che potrebbe avere la prefazione di Francesco Guccini, il primo cantore e nume tutelare della mitica via Emilia (ricordate il suo bellissimo album “ Tra la via Emilia ed il West”?) e la postfazione di Vinicio Capossela, bluesman antelitteram e incallito “divoratore” e cantore di questa via.

Il tutto, per l’organizzazione dell’Associazione Culturale  Naima club di Forlì, dal 2005 diventata  “Casa del Blues”, la prima in Italia, che nel corso del 2008 ha festeggiato i suoi primi 25 anni di attività concertistica. In Italia esistono solo altri due club così longevi: l’Alexander Platz di Roma e Le Scimmie di Milano. Un importante traguardo, un bel fiore all’occhiello per questa regione.

Una celebrazione della storica via Emilia, prima che perda definitivamente i suoi connotati storici, sociali, culturali, geografici, antropologici, con le centinaia di mega Rotonde, Outlet e Ipermercati, che stanno sorgendo come funghi lungo i suoi 275 km, come è successo già per la mitica Route 66.

 

MA VEDIAMO COME NASCE QUESTA IDEA.

Il Naima club di Forlì, storico jazz club con 25 anni di attività dietro le spalle, rinomato ormai in tutta Italia ( e un po’ anche all’estero)  dal 4 ottobre 2005 è diventato LA CASA DEL BLUES.

Il primo esempio nel nostro paese ( in America esiste una catena di ben 27 House of Blues), con  all’interno una mostra permanente di Chitarre,  di Radio d’epoca,  del Disco raro, di Memorabilia varie, con il Blues che la fa da padrone, con una programmazione che va da ottobre ad aprile ( vedere sito www.naimaclub.it  ) .

 Tra la via Emilia, quindi, ed il West, come dice Guccini, abbiamo collocato questa Casa del Blues.

Dal 2003 organizziamo in estate Ravenna Blues Street Parade, con le marching band che sfilano e suonano per le vie cittadine;

dal 2002 organizziamo, in estate,  LA NAVE DEL BLUES, con partenza dal porto canale di Cervia,  con gita, cena a bordo a base di pesce e concerto blues dal vivo con gruppi italiani ed americani e dal 1999 al 2006 abbiamo organizzato una Rassegna di Voci Femminili, dal titolo: LE CANTANTESSE-THE BLUES PANTHERS.

LA CAROVANA DEL BLUES. Sulla VIA EMILIA, la SS 9 .

Tra la via Emilia ed il West. Dunque, sempre più vicini, sempre più in continua contaminazione,…… almeno nel nostro immaginario collettivo.

Certo, le suggestioni, le visioni, le emozioni, i sogni, che scaturiscono nei viaggiatori della via Emilia non sono paragonabili a quelli suscitati percorrendo le mitiche Route 66 o la Highway 61, ma nel nostro immaginario collettivo qualche comunanza la troviamo.

La carovana farà tappa ogni sera in un capoluogo di provincia diverso, lungo tutta la via Emilia, da Rimini a Piacenza, arriva in una piazza, attacca una spina…. e alle 21,30 fa due ore di grande musica blues. Ha bisogno solo dell’attacco luce, con almeno 30 kw di potenza.

Ogni serata sarà aperta e presentata da un CANTASTORIE del posto, in veste di banditore ufficiale,( i primi folk-singer  per eccellenza, i primi musicisti di strada,  dei veri e propri “hobo”, quella strada dove è nata tutta la musica).  Ma la  serata potrà ospitare anche una blues band locale, scelta con una apposita selezione o proposta dai vari Comuni coinvolti.

E non escludiamo a priori…la visita di qualche famosa rock- star nata nei paraggi!!!

( Zucchero.Ligabue-Guccini-Vasco Rossi-Lucio Dalla-Andrea Mingardi-ecc……)

La via Emilia, dunque, la strada. Quel nastro d’asfalto, che sembra un rigo musicale, dove ogni anno passano milioni di uomini e donne, dove scorrono sentimenti, passioni, odori, suoni, e che nel nostro immaginario  sembra la mitica Highway 61, e poco distante….il lento respiro del Delta del Po, che alcune volte ci sembra il Delta del Mississippi. Mancano solo i riti voo doo. Forse!

La via Emilia, dove tutto nasce da un humus comune, da un comune sentire, dalla certezza collettiva che da queste parti la musica, come il ballo, la ricerca sonora, la canzone, i sapori, gli odori, siano uno straordinario strumento di comprensione del mondo, un vero amplificatore di sentimenti, un prezioso strumento per la navigazione nel mare della vita.

 

Un evento di forte impatto, quindi, di grande richiamo, che ha bisogno anche del coinvolgimento dei vari Comuni e Provincie che gravitano sulla via Emilia, dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni d’Italia, dell’UPI, Unione Provincie Italiane ed eventualmente anche dell’Associazione LE STRADE DEI VINI E DEI SAPORI, che fanno capo all’assessorato all’Agricoltura, che potrebbe allestire in ogni città degli stand per vendere i propri prodotti, nonché degli Assessorati Regionali  al TURISMO e alla CULTURA.

Un evento che ha dei costi ridottissimi, circa 10.000 euro a piazza, articolati tra le varie amministrazioni locali, comunali, provinciali e regionale, ed eventualmente supportati anche dall’Anas, che potrebbe essere lo sponsor ufficiale, la SS 9 è una strada statale, più il supporto pubblicitario di Infostrada-Rai, di Radio Capital, di Radio Bruno, del Resto del Carlino, il quotidiano che è nel dna di questa regione, e della FIAT, l’azienda leader di auto che percorrono da sempre la Via Emilia.

Il pulman per il trasporto delle Band e dell’organizzazione sarà messo a disposizione dall’ATR-Romagna; mentre il camion per alloggiare l’impianto di amplificazione, verrà messo a disposizione dalla TRASCOOP.

 

IL BILANCIO:

Entrate:

€ 4.000, da ogni Comune che gravita sulla via Emilia: Rimini, Forlì, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, 7 in tutto(2.000 euro dall’Assessorato alla  Cultura e 2.000 euro dall’Assessorato al Turismo, una cifra veramente simbolica!).

€ 4.000, da ogni Provincia che gravita sulla via Emilia, 7 in tutto. Suddivisi sempre tra i 2.000 euro della Cultura ei 2.000 euro per  il Turismo.

€ 2.000, per ogni tappa, per 7 appuntamenti, da parte della Regione Emilia Romagna, per un totale di € 14.000, da suddividere tra gli Assessorati alla Cultura e al Turismo, ovvero € 7.000 a testa.

 

TOTALE ENTRATE:                                                                                 € 70.000

 

Uscite:

 

Cachet per le tre Band,  per sette sere,Vitto e alloggio band, e personale Service per sette sere, per 15-20 persone:                                                                   € 35.000   

Service: € 1.000 a serata, per un totale di:                                              €   7.000

Personale- Segreteria, due persone, € 200 al giorno, un totale di:         €   2.800

Benzina, personale per pulman  e camion, più vitto e alloggio, totale:  €   3.200

Promozione e Pubblicità.                                                             € 12 .000

Ufficio Stampa e PR                                                                                €   5.000

Organizzazione                                                                               €   5.000

 

TOTALE USCITE:                                                                                  € 70.000

 

P.S n.1- Questo evento potrebbe essere ripreso, anche come materia di esame, sotto forma di film-documentario da  una troupe degli studenti del DAMS, Dipartimento Cinematografia.

P.S.n.2- Si potrebbero utilizzare le cabine Enel lungo la Via Emilia per dei grandi murales con l’effige di famosi musicisti blues.

 

P.S. n.3- Si potrebbero utilizzare i cartelli direzionali Anas della via Emilia, quelli con l’indicazione “SS 9 “, per attaccarci il logo della manifestazione, formato scudo, come quelli sulle Highway e le Route americane.

 

P.S. n. 4 – La Carovana del Blues potrebbe partire addirittura da Roma, la città che ha costruito la via Emilia, e la collaborazione dell’”Alexander Platz”, il  club più famoso di Roma e concludersi a Milano, dove è arrivata in seguito la via Emilia, e la collaborazione del Club “ Blue Note”, prestigioso locale milanese, succursale italiana  della più famosa sede americana. Per cojnvolgere anche le due “Capitali” d’Italia.

 

Dalle suddette note si evince che l’evento merita la massima attenzione e sostegno, che pensiamo non possa mancare, per l’impatto mediatico che ricadrà necessariamente su tutta la regione.

 

 

Distinti saluti                                                         Michele Minisci

                                                                  Direttore Naima club/ la Casa del Blues

Forlì Settembre 2009

 

INFO www.naimaclub.it  , naima@naimaclub.it  , mobile 335.314568

Tel. Fisso e fax: 0543-722728

 

HANNO SUONATO IL BLUES

5 dicembre 2009

BLUES: Eric Burdon, The Animals, John Mayall, Roomful of Blues, Bruce Cockburn, Kelly Joe Phelps, Mick Taylor, Slow Feet, Albie Donnelly’s, Popa Chubby, Joe Galullo, Rudy Rotta, W.C. Clark, Eugenio Finardi, Fabio Treves, Roberto Ciotti, Paolo Bonfanti, Mississippi Gospel Choir, Dr. Feelgood, Andy J. Forest, Hot Tuna, The Big Brother Olding Company, Duke Robillard, Dave Alvin, Otis Grand, Snowy White, Eric Sardinas, Spencer Davis Group, Billy Branch, Cooper Terry, Buddy Miles, Andrea Mingardi, Stan Webb’s, Brian Auger, Colosseum, Aida Cooper, Nine Belowe Zero, Vince Vallicelli, Eddy Clearwater, Tolo Marton, Climax, Willy Nile, Cheryl Porter, Willie Murphy, Tom Principato, Charlie Musshelwhite, Bill Perry, Melvin Taylor, Larry Garner, Nick Beccatini, Luciano Federighi, Ernesto De Pascale, Phil Guy, Joe Durso,  Tammy Mc Cann, Joe Ely, John Hammond, Sonny Rhodes, Odetta, Alvin Lee, Bettye Lavette, Guitar Crusher, Corey Harris, Keith B. Brown, Joe Bonamassa, Bob Brozman, Sue Folley, Ginger Leigh, Candye Cane, Ana Popovic, Ray Wilson, Steven Clark, Eileen Rose, Michael McDermott, Sugar Blue, Otis Grand, Sax Gordon, Robben Ford, Andy White, Tom Russel, Eric Taylor, Jason Reed, Billy Joe Shaker, Lurie e Carey Bell, Commander Cody, Say Zuzu, Savoy Brown, Calvin Russel, Phil Cody, Eric Woods, Walter Trouht, Louisiana Red, Steve Earle, Mick Abrams, Arthur Miles, Billy Gregory, Guido Toffoletti, The Holmes Brothers, Paul Lamb, Billy Branch, Tammy McCann, Noel Reding, Otis Grand, Felicia Hasty, Chester Wilson,  Mike Anderson, Ron Sexsmith, Barbara Carr, Barbara Walker, Marc Abrams, Mark Egan, Irma Thomas, Sharrie Williams, Dave Taylor, Doug Jay, Gary Willis, James Thompson, The Black Roses, China Berry, Billy Gregory, Steve Wynn, The Friendly Travelers, Charlie Wood, The Big Dawgs, Lost Tribe, Melissa Walker, Adrianne West, John Henry, China Berri, Ranzie Mensha, Linda Young, Beverly Watson, Mitch Woods, Vermenton Plage, Johnny Mars, Bill Thomas, Benoit Blue Boy, Paul Orta, Canned Heat, Stevenson Clark, Sea of Cortez, The Barefoot, , Marianne Gray, Preston Reed, Danny Bryant, Cap 48, Chicken Legs,  Bluesmen, Hotel Lasalle, Chicken Mambo,….

LA NOSTRA CASA DEL BLUES

29 novembre 2009

Dopo che si era “bruciato” il Jazz….  abbiamo trasformato il Naima in una Casa del Blues, la prima in Italia, a seguito della folgorazione che ho ricevuto durante il mio primo viaggio «sulla strada» di New Orleans, prima dell’assurda tragedia di Katrina, tra una pentola di gamberoni color rosso fuoco per essere stati a bagno nel peperoncino per tutta una notte, un’enorme tazza di gumbo (minestra in brodo con pezzi di pollo e gamberetti) o una padellata di jambalaya (una specie di paella), tra un concerto di Irma Thomas e i Neville Brothers, la mitica band di New Orleans.

E quando una sera, in un piccolo club di Bourbon Street, nel Quartiere Francese, insieme a una trentina di persone ad ascoltare la splendida e suadente voce di Charmaine Neville, vedo salire sul piccolo palco appena rialzato un musicista abbastanza anziano col sax in mano che s’inserisce come se niente fosse nel pezzo che si sta suonando, mentre Giancarlo Trenti, patron della Slang Music  e accompagnatore ufficiale in questo nostro primo viaggio nella patria del blues, accortosi del mio stupore mi bisbiglia all’orecchio che quello è Charles Neville, il papà di Charmaine, una leggenda del blues, io capisco che quelli sono il mio mondo, la mia musica, la mia casa.

Ecco perché dopo circa vent’anni ho trasformato il Naima in una Casa del Blues, «tra la Via Emilia e il West», come direbbe Guccini, con le pareti su cui spiccano i disegni della Highway 61, la mitica strada del blues che da Memphis porta a New Orleans, cantata da tanti musicisti e rivisitata anche da un certo Bob Dylan in una famosa canzone, e l’altrettanto mitica SS 9, la Via Emilia, la nostra strada del rock-blues.

  Su entrambi i lati campeggiano grandi figure di musicisti famosi del blues e del rock, nati ai bordi di queste strade, e sono indicate le città toccate o attraversate dai due fiumi più famosi e importanti del mondo, almeno per me: il Mississippi e il Po, che per molti tratti le bagnano, le accompagnano e fanno loro da sfondo, e che in alcuni punti si assomigliano pure.

 Be’, non siamo nel Delta del Mississippi, tanto meno a New Orleans, ma con la nostra Casa del Blues, che ha segnato una svolta musicale ben precisa nella  programmazione del club, credo si possa dire che abbiamo creato una certa sintonia anche col modo di vivere, di sentire, di annusare, di assaporare la vita di questa terra, la  Romagna.

 In fondo la musica popolare della Romagna, con le sue polke e mazurche, non assomiglia in certi momenti alla musica folk americana, fatta di fox trot, dixieland e zydeco? Se vi trovate a cena in un locale della regione Cajun della Lousiana, non potrete fare a meno di pensare a qualche balera romagnola.

Credo che un’altra forte ispirazione mi sia venuta dalla Via Emilia, questo nastro d’asfalto lungo 275 chilometri, questo lungo rigo musicale che da Rimini porta a Piacenza, strada su cui  gravitano le più importanti discoteche e balere del nostro Paese, i più famosi music-club d’Italia, le nostre più famose rock e blues star. Una strada che a me è sembrata subito la mitica Highway 61, o la più famosa Route 66.

Questa Via Emilia su cui ogni giorno transitano centinaia di migliaia di persone, molte delle quali si riversano sulla Riviera Adriatica, con le loro passioni, i loro sentimenti, la loro ansia di vivere, le loro aspettative, i loro sogni, la loro fame di divertimento, di spensieratezza, in cerca di avventure, odori, sapori forti, suoni: la nostra East Coast. Mancano solo i riti voodoo. Forse.

Questa Via Emilia che spesso ci obbliga a una forzatura dettata, ispirata dal nostro immaginario collettivo, dalle nostre letture che parlano della strada, del viaggio, dei sogni, e ci collega idealmente ai luoghi mitici del blues, del jazz, dei grandi spazi che, ai confini della strada, hanno solo il cielo.

Questa bassa pianura romagnola che finisce nel Delta del Po, e a me è spesso sembrato il Delta del Mississippi, quasi con gli stessi ritmi, gli stessi odori, suoni, sapori, dove a volte fai fatica a riconoscere i confini, a individuare i limiti, specialmente nelle giornate di nebbia. Ecco perché da queste parti spesso si deborda, ci si lascia andare, si varcano steccati che in altre parti del paese sembrano impossibili da superare.

Questa terra dove tutto nasce da un humus comune, da un comune sentire, dalla certezza collettiva che qui la musica, il ballo, la ricerca sonora, la canzone, i sapori, gli odori, e i mutur, siano in fondo… uno straordinario mezzo di comprensione del mondo, un vero amplificatore di sentimenti, un prezioso strumento per la navigazione nel mare della vita.

Eh, sì. Mettetevi in macchina sulla Via Emilia, su questo nastro luccicante d’asfalto ai cui bordi, invece di campi di cotone o cactus, trovate campi di grano o di girasoli e in lontananza, invece dell’arco dei McDonald, le cime dei campanili, con la radio che trasmette una tosta musica blues o rock, e ve ne accorgerete.

 

 «Via Emilia, sei lunga un sogno, nastro d’asfalto scuro,

colore della notte buia che però non fa paura,

ai bordi della strada spesso campanili slanciati

per tracciare un confine tra l’anima e la piada.

Il respiro affannato che a volte ti ritrovi

è per inseguire testarda i destini e le mode,

la tua indecisione ormai è assodata, per colpa dei crocicchi,

 fatti per ingannare, forse predestinata,

ma i fianchi delle donne, che ti girano attorno,

sempre tondi e incurvati, rimangono certezza,

 forse l’unica… mai dimenticata».

 

 Così cantava uno sconosciuto cantante di liscio qualche anno fa, alle Cupole di Castelbolognese.

E quando le note cominceranno a bruciare la strada e faranno volare il tempo, vi sembrerà a volte di sentire, oltre l’argine di un canale, anche lo sferragliare di una vecchia locomotiva, o i passi cadenzati degli hobo, pronti a saltare sul primo vagone merci di passaggio, o lo stridere dei pneumatici di una Mustang rossa decappottabile che vi taglia la strada.

Ecco perché su questa via, la SS 9, la Via Emilia, abbiamo dato vita alla nostra Casa del Blues: per accogliere viandanti affamati di cajun e assetati di zydeco, ma che hanno nel loro Dna arcaiche tracce di fox trot, mazurche, polke e anche un po’ di dixieland.

 

IL MIO CONTATTO CON  MARTIN SCORSESE 

Io credo, però, che un’altra, determinante e definitiva spinta mi sia venuta quando ho saputo che il grande regista Martin Scorsese aveva girato una serie di film-documentari sul Blues, con l’aiuto di Clint Eastwood, Mike Figgis, Wim Wenders e altri famosi registi, e veniva a presentarla al Festival del Cinema di Venezia.

 Dovevo assolutamente fargli sapere che in Italia era sorta  la prima Casa del Blues (in America ce ne sono ben 27), dove tutti i venerdì suonava gente che lui conosceva bene, alla stregua delle mitiche House of Blues americane.

Detto fatto. Mi faccio dare dall’ufficio stampa del Festival il contatto con l’entourage del regista e con la sua casa di distribuzione italiana, la Mikado, che gentilmente mi mettono in contatto con la Cappa Production e con la segretaria Meg McCarthy. Subito spedisco una e-mail e la signora McCarthy mi risponde che è meglio se mi rivolgo alla responsabile, la signora Margaret Bodde. Rimando l’e-mail alla signora Bodde per informarla di quello che stavamo facendo e le chiedo, dall’alto della mia sfrontatezza, se tra una pausa e l’altra  del Festival il signor Scorsese… può fare un salto a Forlì per visitare la nostra Casa del Blues, pensando che la cosa finirà lì, vista l’assurdità della richiesta.

Invece passano solo tre giorni e mi risponde la segretaria personale di Scorsese, dicendomi che ha fatto vedere la mia e-mail al «Maestro» e che il regista  ha esclamato: «Sounds good!» e ci ha fatto gli auguri per questa bella impresa, ma non può venire a Forlì perché non ha un momento libero da impegni.

Incredulo ed entusiasta per l’attenzione che mi hanno dedicato, carico a palla, mi viene spontaneo chiamare ancora l’ufficio stampa del Festival del Cinema, che tenevo sempre informato degli sviluppi della vicenda, e oso chiedere di poter incontrare il Maestro, come lo chiamano tutti, in una pausa del Festival, nell’ambito dei vari incontri con la stampa.

Nessun problema, dicono.

Mi mettono di nuovo in contatto con la responsabile della Mikado Italia per gli incontri pubblici del regista e mi danno un appuntamento.

Potete immaginare cosa ho provato io in quel periodo. Purtroppo, poi, Scorsese non è potuto venire a Venezia perché voleva finire le riprese del film Aviator con Di Caprio.

 Però io sono stato invitato alle prime di tutti i film della serie The Blues, e mi hanno pure accompagnato con un’auto di servizio fino all’ingresso del cinema di turno, saltando le lunghe code di spettatori in attesa di entrare per la proiezione. E allora mi sono convinto che la nostra Casa del Blues non poteva nascere sotto migliori auspici.

E quante volte mi sono sognato, immaginato, che un giorno o l’altro mi potesse arrivare una lettera personale di Martin che mi diceva: «Hallo, Mike, como vanno e cose nella tua Casa del Blues? I musicisti del mio film li hai presi a suonare, o no? Statti accuorto, però, che sti guagliuni quannu vengono a suonare in Italia chiedono nu sacco e’ soldi».

E io che gli rispondevo, ormai entrato in piena confidenza col Maestro: «Qui non c’è male, Martin. Proprio il mese scorso hanno suonato da noi Corey Harris e Keit B. Brown.  Erano nel tuo film e in quello di Wim. Non c’era molta gente, perché in Italia il pubblico dei concerti vuole sempre la grossa star, non è curioso di sentire le novità, di scoprire nuove voci, nuovi musicisti; ma i due concerti sono stati bellissimi, emozionanti, suggestivi, e loro sono due grandi musicisti, affabili, modesti, alla mano. Come devono essere i veri bluesman. Lo sai che in Italia tutti i più famosi musicisti che si professano bluesman non si degnano minimamente di frequentare i nostri club, come invece succede in America? Vivono nella loro torre d’avorio, e questo a me dispiace moltissimo, quando penso che da voi anche le più famose star ogni tanto vanno a suonare nei club più piccoli. Pazienza, peggio per loro!» E così via!

E mentre pensavo, rimuginavo su questo mio colloquio surreale, mi immaginavo la faccia di Martin, con un sorriso sulle labbra che voleva significare: «Che t’ importa? Tu va’ vai avanti, fa’ il tuo lavoro, che lo stai facendo molto buono, e senti solo quello che ti dice la tua anima blues». 

 

La mia e-mail a  Martin  Scorsese quando ho saputo che veniva a Rimini per ritirare il premio «Federico Fellini»:

 

Dear Mr Scorsese,

 as we wrote two years ago, after the showing of «The Blues» at the Venice Festival, that I attended kindly invited by Mikado Italia that put me in contact with your staff, we have finally realized the first Italian «House of the Blues» in Forlì, halfway between Bologna and Rimini, where we heard you’re going to take part in the Fellini Award ceremony.

 

Our «House of the Blues» has a weekly program that comprehends: on Wednesdays, showing of movies mainly set in New Orleans; on Thursdays, we give space to new young bands; on Fridays, as in the last 20 years, live gigs of big blues and jazz artists and bands John Mayall, Eric Burdon, Robert Cray, Mick Taylor, Steve Hackett, Jorma Kaukonen & Hot Tuna, Roomfull of Blues, Popa Chubby, Billy Bragg, Chet Baker, Arto Lindasy, Lester Bowie, Odetta (that actually will be playing live next 25th November)… just to name a few of the many international artists that have been playing at our venue in its 20 years of activity); Saturdays are devoted to Swing dance with Big Bands and Jive Bands… in short a real ballroom, with a really suggestive and thrilling atmosphere!

 

Naturally, we would be greatly honoured and pleased if, being in Italy so nearby to us, you would accept our invitation to visit us and the unique Italian «House of Blues».

 

Looking forward to your reply

our best regards

 

Michele Minisci

Art Director «Naima Club – House of Blues»

 

La risposta della segretaria personale di Scorsese:

  

DearMichele,
Thank you so much for your invitation for Martin Scorsese to visit 
the HOUSE OF BLUES while in Italy.  He wishes he could make It there,  but his schedule is fully packed for the entire trip to Italy.  It  sounds so fantastic, please do stay in touch and maybe it will work out         the         next time         around. Marty is very appreciative         of         your kind         invitation..
Warm  regards  and  many  thanks  again..


Freid         Orange
Assistant         to  Martin         Scorsese
Sikelia         Productions

 

 ( Michele Minisci)